Carrousel Cassè: debutto a Cheval Passion

Ci sono notti pervase di un’inquietudine misteriosa. Notti in cui la magia di un raggio di luna è capace di risvegliare anche negli oggetti inanimati il fremito di un’imprevista vitalità. È in una notte come queste che, in un lunapark ormai deserto, l’insonnia di un bizzarro giostraio viene disturbata da uno scricchiolio che pare venire dal carosello dei cavalli a dondolo. Esce nel buio, per controllare. A un primo sguardo, tutto sembra normale. Impassibili, nel loro mutismo d’oggetti, i cavalli della giostra restano inerti. Eppure, quel rumore sembrava venire proprio da lì. Lui fa allora per andarsene, poi si ferma, come colto da un’idea e, con un gesto repentino, aziona la leva del grande interruttore che anima la giostra. Le luci si accedono, la musica comincia, i cavalli partono. Invece di girare in tondo come al solito, però, tre di loro si staccano dal carosello e danzano insieme, ancora uniti da un ultimo vincolo. Due cavalieri ai lati e al centro un amazzone, legati da un filo che li unisce, mentre compiono le loro eleganti evoluzioni davanti al pubblico attonito. Galoppano, piroettano, tagliano l’arena con precise appoggiate, sempre rimanendo uniti e perfettamente all’unisono. A un certo punto, il filo si tende come una fionda, con cui i due cavalieri lanciano l’amazzone in avanti. Finalmente, lei è libera e lascia il suo stallone grigio scatenarsi in un’incredibile serie di cambi di galoppo a un tempo. In questa notte speciale di Avignone, i cavalli hanno rotto il circolo vizioso della giostra a cui erano legati e fuggono, felici della loro ritrovata indipendenza. Al giostraio non resta altro che abbassare l’interruttore e spegnere la giostra. Il pubblico applaude di gioia e di meraviglia.

È questa la storia che Gianluca Coppetta, Sofia Bacioia, Andrea Giovannini, Alberto Longo ed Emiliano Torquati hanno raccontato nell’arena del Gala des Crinières d’Or di quest’anno, nel loro numero Le carrousel cassé (La giostra rotta). Perdonerete la punta di sciovinismo che m’ha fatto cominciare dalla troupe italiana il racconto di questo splendido spettacolo, che è il vero cuore di Cheval Passion, il Salone delle Arti Equestri che si è appena concluso (dal 18 al 22 gennaio) ad Avignone, in Provenza. Non posso, però, nascondere l’orgoglio con il quale ho visto degli artisti equestri italiani presentare un numero che univa un’intensa suggestione teatrale, musica originale eseguita dal vivo e un livello tecnico equestre di assoluto rilievo internazionale. D’altra parte, quella di Avignone è da sempre un’arena importante. La città ha una lunga tradizione di spettacolo. Qui si tiene uno dei più importanti festival teatrali europei, dove, quarant’anni fa, Bartabas ha rivoluzionato il mondo teatrale e quello equestre, presentando il moderno teatro equestre. E qui, in questa piccola fiera di cavalli, giunta alla trentasettesima edizione, dove si trovano, come in tutte le fiere, anche gli stand con le attrezzature, l’esposizione delle diverse razze, i cavalli in vendita, le gare di monta western, gli stand con i panini e le delizie della gastronomia locale, Maurice e Fabien Galle riuniscono il meglio dello spettacolo equestre europeo.

L’edizione di quest’anno non ha deluso le aspettative. Lo spettacolo, come sempre magistralmente presentato da Calixte de Nigremont, al contempo maestro di cerimonie e dispensatore di allegria, è cominciato con un divertente numero, che metteva insieme cavalli e tip tap. Sembra impossibile, eppure Mimi Cassan e la sua compagnia La caresse du cheval, sono riusciti a unire in un insieme piacevolissimo alta scuola d’equitazione e swing. Più tradizionale il bel passo a due, eseguito alle redini lunghe da un’amazzone e un cavaliere, di Cordoba Equestre. I loro splendidi stalloni andalusi, uno baio l’altro grigio, hanno dimostrato un perfetto affiatamento con i loro conduttori ed eseguito, con grande brio, tutte le arie più sofisticate.

Alberto Longo, nel ruolo del giostraio, accende il Carrousel, dando il via a un incantesimo di emozioni

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